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La conoscenza della lingua inglese nel mondo, tendenze e sfide

Il rapporto di Education First

Ogni anno, dal 2010, EF (Education First) pubblica il suo rapporto sulla conoscenza dell’inglese nel mondo, denominato EPI (English Proficiency Index)

Quest’ultimo evidenzia il livello di competenze dei paesi, le loro iniziative di apprendimento e una visione globale per quanto riguarda l’economia, la tecnologia, l’innovazione e il ruolo di lavorare con l’inglese. Questo studio sulla conoscenza della lingua inglese nel mondo si basa sui dati dei test forniti dall’EF, con oltre 1.300.000 partecipanti.

Competenza inglese a livello globale

La lingua inglese è al centro delle comunicazioni negli scambi internazionali, siano essi professionali, culturali o personali. In un contesto di iper-globalizzazione, aziende e individui vengono formati in inglese e la sua padronanza è essenziale. Per le aziende e le imprese parlare questa lingua diventa un asset fondamentale e offre varie opportunità di sviluppo per la loro internazionalizzazione.

Sorprendentemente, secondo l’osservazione, negli anni troviamo sempre meno madrelingua inglesi nel mondo. Infatti si stima che oggi i madrelingua inglesi rappresentino meno di un quarto della popolazione anglofona. Sempre più persone stanno imparando l’inglese e questa tendenza non è destinata a diminuire.


Secondo lo studio, c’è un significativo miglioramento del livello di inglese generale. Vediamo che gli investimenti (privati ​​e pubblici) in questo campo stanno aumentando e non stanno rallentando in considerazione delle tendenze. La lingua è sempre più presente negli scambi e in particolare nei luoghi di lavoro, parallelamente sono aumentati anche i viaggi internazionali.

La classifica proposta da EF riunisce un totale di 88 paesi, dove troviamo al numero 1 il migliore studente al mondo e in Europa, i Paesi Bassi, con competenze molto elevate e un punteggio di 652. Ci ritroveremo dietro la Danimarca (632) e infine la Finlandia (631). 

Logicamente, le città con le competenze più elevate sono Copenaghen, Amsterdam, ma anche Kuala Lumpur, capitale della Malesia, che come paese si posiziona 30 ° al mondo con competenze di fascia media, a pari merito con l’Italia.

Amsterdam

Competenza della lingua inglese in Europa e in Italia

L’Europa ha il più alto livello di inglese al mondo e continua a migliorare nel corso degli anni con Paesi Bassi, Danimarca, Finlandia e Svezia in testa.

Perché questo livello? Questo successo dell’Europa è dovuto innanzitutto alle molteplici politiche efficaci attuate, in particolare con il più grande programma di mobilità al mondo con Erasmus (700.000 studenti e insegnanti all’estero ogni anno). Questa vocazione all’apertura al mondo e al multilinguismo risale al dopoguerra che ha plasmato la nostra Europa moderna.

Alcune regioni europee eccellono quindi nella lingua inglese, soprattutto la Scandinavia grazie ai solidi programmi educativi e l’esposizione quotidiana alla lingua inglese grazie ai media, ma anche grazie alla cultura dell’internazionalizzazione

In Europa centrale, un’elevata conoscenza dell’inglese ha aumentato l’attrattiva economica e paesi come Polonia, Romania, Repubblica Ceca e Ungheria hanno vissuto quindi un periodo di crescita. 

Questo ha conseguentemente rallentato la fuga dei talenti, la disoccupazione è diminuita e il PIL pro capite è aumentato. Il commercio internazionale e gli investimenti si sono sviluppati grazie alla buona conoscenza della lingua inglese che ha facilitato la collaborazione nella comunità imprenditoriale.

Gran parte dell’Europa quindi eccelle nella conoscenza dell’inglese, ma a paragone, alcuni paesi non se la cavano altrettanto bene… I cattivi studenti europei? Francia, Spagna e Italia! Ognuno di questi ha tuttavia visto migliorare le proprie abilità linguistiche, anche se purtroppo sono ancora lontani dalla vetta della classifica mondiale ed europea. 

I francesi, infatti, sono al 28° posto in Europa e nel mondo, nella fascia di buona competenza, l’Italia è di poco dietro, con il 30° posto, seguita dalla Spagna al 34°, queste ultime entrambe nella fascia di media competenza. 

Si noterà che questi paesi sono molto legati alla propria lingua nazionale, il che può rappresentare un freno e una minaccia per lo sviluppo di altre lingue straniere come l’inglese. 

strada di città

Inglese nella società

Analisi demografica

Secondo il rapporto EF, le donne (con competenze valutate in media 502) parlano meglio l’inglese degli uomini (valutate 498). 

Nella maggior parte dei casi, due anni fa, il livello medio di competenze dell’inglese delle donne era migliore di quello degli uomini. Quel divario si è però ristretto in modo significativo. Gli uomini infatti sono per la prima volta vicini alle donne in Asia, mentre in America Latina e in Europa i punteggi degli uomini sono addirittura più alti di quelli delle donne, anche se con un piccolo margine.

In Medio Oriente le donne invece restano in vantaggio, ma il divario si sta riducendo. È solo in Africa che le donne continuano a superare significativamente gli uomini in termini di conoscenza della lingua inglese.

Ci sono anche disparità riguardanti le diverse fasce di età, infatti i giovani adulti parlano meglio l’inglese degli anziani: troviamo i 26-30 anni in cima alla classifica con competenze valutate 517, davanti ai 21-25 anni con 507. 

Questi dati riflettono la crescente importanza dell’insegnamento dell’inglese nella formazione universitaria in tutto il mondo. Inoltre suggeriscono che la pratica dell’inglese sul posto di lavoro e, spesso, una formazione convenzionale stanno contribuendo a sviluppare la conoscenza dell’inglese nelle prime fasi della carriera degli adulti.

Persone di diverse etnie che si presentano

Inglese sul posto di lavoro

A livello mondiale, esiste un divario tra i punteggi relativi alla conoscenza dell’inglese dei manager di medio livello e quelli dei loro colleghi in posizioni dirigenziali o dipendenti.

Inoltre, poiché le competenze in inglese sono molto richieste, coloro che le possiedono vengono spesso promossi a posizioni manageriali. I dirigenti, tuttavia, tendono a essere più anziani e molti sono cresciuti in un ambiente aziendale in cui la conoscenza dell’inglese era meno apprezzata.

In fondo alla classifica vi sono coloro che ricoprono ruoli impiegatizi nell’ambito della distribuzione, contabilità e mansioni manuali con, in media, livelli di conoscenza dell’inglese molto più bassi rispetto ai colleghi.

Per i settori che hanno il primato sulle competenze linguistiche, al primo posto abbiamo quello della consulenza, seguito dall’ informatica e beni di largo consumo. Per quanto riguarda le posizioni, la competenza linguistica è più sviluppata nelle funzioni legali, nella ricerca e sviluppo e nella strategia e pianificazione.

Il legame tra inglese, innovazione e tecnologia

Uno dei punti evidenziati dal rapporto EF è l’influenza del linguaggio nella ricerca e sviluppo. Infatti, gli studi e le conferenze scientifiche e universitarie sono principalmente in inglese e promuovono la condivisione di idee tra scienziati e ingegneri di diversi paesi. 

La barriera linguistica non dovrebbe essere un freno all’innovazione e la necessità di parlare inglese diventa quindi essenziale. L’accesso alle informazioni attraverso le competenze linguistiche si sta aprendo ed è sempre più necessario. Lo stesso fenomeno si ritroverà nella collaborazione tra persone di paesi diversi, che si sviluppa e si accentua con la padronanza della lingua.

L’utilizzo di Internet consente alle persone di esporsi sempre di più alla lingua inglese, infatti sappiamo che più della metà dei siti più visitati sono scritti in questa lingua. Lo studio EF fa anche il collegamento tra il livello di accesso a Internet e le competenze in inglese: maggiore è la velocità, migliore è la padronanza.

Allo stesso tempo, l’accesso a Internet e gli strumenti digitali consentono l’accesso all’apprendimento a distanza dell’inglese, per telefono o su computer, grazie a piattaforme di e-learning. 

La flessibilità dell’apprendimento dell’inglese online si adatta perfettamente alla formazione aziendale e allo sviluppo delle competenze personali. Una rete capillare di insegnanti può offrire agli adulti l’accesso a un’istruzione di qualità superiore rispetto a quella disponibile a livello locale.


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